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Bibione Smoke Free Beach

Dopo la sperimentazione che negli ultimi 8 anni ha reso smoke-free la battigia e permesso di recuperare 550 mila mozziconi, la destinazione balneare si conferma all’avanguardia nella proposta turistica rispettosa della salute dell’uomo e dell’ambiente.

Bibione dice addio alle sigarette sotto l’ombrellone: dall’estate 2019 sarà la prima spiaggia italiana a offrire ai suoi ospiti solo aria marina purissima e completamente smoke-free. Dopo una serie di esperimenti e le diverse iniziative portate avanti negli ultimi anni, in particolare con il progetto “Respira il mare”, la località balneare, tra le prime destinazioni turistiche italiane per numero di presenze, si conferma ancora una volta all’avanguardia nella proposta turistica rispettosa dell’ambiente e della salute. Dalla prossima stagione, quindi, il fumo sarà bandito lungo tutti gli otto chilometri di spiaggia di Bibione, secondo modalità che entro il mese di maggio saranno stabilite dall’amministrazione comunale con apposita ordinanza e campagna di comunicazione.

“Più che introdurre un divieto ci interessa dare l’opportunità, a chi sceglie di trascorrere le sue vacanze da noi, di respirare l’aria pulita del mare senza dover tollerare sostanze inquinanti pericolose per la salute – spiega Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione –. È anche un modo per promuovere, insieme ai nostri ospiti, una cultura basata sul rispetto e siamo certi che anche i fumatori sapranno cogliere questa opportunità. Un’iniziativa sostenuta anche da tutti i nostri operatori turistici e che ci permette di qualificare Bibione sempre più come destinazione di qualità a livello ambientale e della salute”.

Nel definire le modalità di applicazione del divieto di fumo, il progetto includerà l’allestimento di aree attrezzate e delimitate all’interno delle quali sarà possibile fumare. Tali zone saranno realizzate impiegando legno proveniente da ‘Filiera Solidale’, iniziativa lanciata da Pefc Italia a seguito dell’alluvione dello scorso ottobre che ha devastato le foreste alpine del Nordest. Le generose dimensioni della spiaggia di Bibione consentiranno, inoltre, spazi confortevoli e ombreggiati anche per coloro che non vorranno rinunciare alla sigaretta. Si potrà fumare anche nei chioschi spiaggia.

Passo dopo passo, 8 anni per la prima spiaggia italiana smoke free

Con questo nuovo e decisivo passo, Bibione completa un percorso iniziato ormai otto anni fa con le prime iniziative di contenimento del fumo in spiaggia. Già nel 2011, infatti, la località balneare veneta aveva aperto per prima la strada al ‘mare smoke-free’, introducendo il divieto di fumare lungo la battigia (ovvero dalla prima fila di ombrelloni all’acqua). Una scelta coraggiosa, avallata dagli stessi turisti che, chiamati a esprimere un’opinione sul divieto di fumo, hanno dimostrato di apprezzare l’iniziativa: su 2.293 intervistati durante la sperimentazione, 1.729 si sono detti favorevoli al divieto (1.145 totalmente favorevoli e 584 a condizione che vengano predisposte delle aree per fumatori), mentre i contrari sono stati solo 564.

Con il progetto “Respira il mare”, Bibione ha portato avanti in questi anni numerose campagne informative e di sensibilizzazione mediatica internazionale riguardo ai rischi del fumo passivo e all’importanza di salvaguardare il patrimonio verde e l’habitat dell’arenile e della laguna dai mozziconi di sigaretta. Per dare un’idea dell’impatto che può avere il fumo in spiaggia basti pensare che a Bibione il divieto di fumare lungo la battigia ha permesso di raccogliere, tra il 2014 e il 2018, ben 550 mila mozziconi che sarebbero finiti in mare o nella sabbia. Vale la pena ricordare che a causa del tipo di plastica che compone i filtri, le sigarette possono impiegare più di 10 anni per decomporsi.

Offrire tutela della salute e dell’inestimabile patrimonio naturale che ci circonda è una priorità – commenta Giuliana Basso, presidente di Bibione Live – Consorzio di Promozione Turistica. Bibione è amata dai bambini, dagli sportivi e da tutti coloro che apprezzano la vita open air. Siamo inoltre convinti che l’evidenza dei dati scientifici porti a scelte importanti, sicuramente abbiamo fiducia nei nostri ospiti”.

Il fumo passivo in spiaggia equivale all’inquinamento di una zona a traffico elevato

L’impegno profuso dalla località balneare italiana in favore dell’aria pulita in spiaggia è sostenuto anche da specifici dati scientifici. Uno studio condotto nel 2015 da un gruppo di lavoro guidato dal dottor Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha evidenziato che il fumo passivo esiste anche in spiaggia ed è tutt’altro che trascurabile: a circa 10 metri di distanza e con una velocità media del vento di 2,7 m/sec, si generano picchi molto elevati di inquinamento (250 microgrammi/m3). Pur durando solo pochi secondi, questi picchi sono di uno o due ordini di grandezza superiori non solo a livello basale della spiaggia, ma anche a quello generato dal traffico alla rotonda di ingresso della località, una zona a elevato traffico veicolare. Il valore medio di Black Carbon (indicatore della presenza di idrocarburi policiclici aromatici, molti dei quali tossici e cancerogeni), dall’inizio alla fine delle fumate è stato di 7,4 microgrammi/m3 contro il 2,1 alla rotonda succitata e 1,8 del basale della spiaggia. Proprio per questo il progetto “Respira il mare” ha ottenuto in questi anni il sostegno di OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Ministero della Salute, Regione Veneto, ULSS 4 del Veneto Orientale e Istituto Nazionale dei Tumori.

“Questo progetto portato avanti da Bibione dimostra che non esistono scuse se si tratta di salute – sottolinea il dottor Boffi –. Basti ricordare quanto è accaduto per la legge Sirchia sul fumo nei locali pubblici, che inizialmente aveva tanto spaventato e che poi invece è stata presa a modello a livello internazionale. Per cui va fatto un plauso a Bibione, località con cui ho collaborato insieme con la mia equipe proprio per dimostrare come il problema del fumo passivo in spiaggia esista e sia significativamente dannoso. È un primato importante per una destinazione turistica che cerca di tutelare la salute dei suoi ospiti e del suo ambiente, spero quindi che anche altre spiagge seguano prossimamente l’esempio di Bibione”.null

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